Sowing Hope — Florence, Italy

Seminare la speranza: Il Purgatorio nei dipinti di Cen Long — Firenze, Italia
4 marzo 2024 – 30 marzo 2024
Accademia delle Arti del Disegno, Via Ricasoli 68, Firenze FI
Descrizione della ricerca

Firenze ha segnato l’inizio della sequenza espositiva. Il progetto non è nato da un’iniziativa istituzionale, ma dalla domanda se una pittura contemporanea possa ancora essere incontrata all’interno di un ambiente storico modellato da secoli di tradizioni visive. La mostra è stata quindi concepita come una prima osservazione: come reagiscono i visitatori quando un’immagine appena dipinta entra in uno spazio storicamente associato all’arte sacra e alla contemplazione prolungata.

Note di osservazione

Durante la mostra, molti visitatori sono rimasti in galleria più a lungo rispetto alla durata tipica di una visita espositiva. Invece di muoversi rapidamente nello spazio, tendevano a sostare in silenzio davanti ai singoli dipinti. Le conversazioni si abbassavano spesso di tono e alcuni visitatori sono tornati più volte.

Il comportamento di fruizione suggeriva che le opere non venissero percepite principalmente come informazioni visive, ma come una presenza che richiede tempo. Questa esposizione è divenuta così il primo segnale che una visione prolungata potesse essere essenziale per la ricezione del lavoro.

-Italian-

Sowing Hope: The Purgatory in Cen Long’s Paintings — Florence, Italy
4 March 2024 – 30 March 2024
Accademia delle Arti del Disegno, Via Ricasoli 68, Florence FI
Research Description

Florence marked the beginning of the exhibition sequence. The project did not start from an institutional initiative but from the question of whether a contemporary painting could still be encountered within a historical environment shaped by centuries of viewing traditions. The exhibition was therefore conceived as an initial observation: how viewers respond when a newly painted image enters a space historically associated with sacred art and prolonged contemplation.

Observation Notes

During the exhibition, many viewers remained in the gallery longer than typical exhibition visits. Instead of circulating quickly, visitors tended to stay quietly before individual paintings. Conversations were often lowered in volume, and some viewers returned multiple times. The viewing behavior suggested that the paintings were not approached primarily as visual information but as a presence requiring duration. This exhibition became the first indication that sustained viewing might be essential to the reception of the work.

-English-